L’idea di dare vita, nel 1996, ad un Festival Cantiere di lavoro teatrale nasce dalla volontà di Progetti Carpe Diem di sperimentare in Sardegna la pratica del “festival di residenza e progetto” già percorsa dal direttore artistico Franco Marzocchi nella propria attività precedente in campo nazionale come collaboratore di Luca Ronconi alla Biennale Teatro ( 1975/76) e al Laboratorio di progettazione teatrale di Prato ( 1977), collaboratore della Direzione del Festival Internazionale di Santarcangelo ( 1978/1979) e direttore artistico del Festival Internazionale Montalcino Teatro ( 1985/1990).
Per definire meglio l’idea del Festival Cantiere è possibile iniziare partendo da cosa esso non sia.
Il Festival Cantiere non è una rassegna di spettacoli prodotti altrove e rappresentati su un palcoscenico qualsiasi o in altri luoghi convenzionali per una o più repliche.
Il Festival Cantiere non incontra il pubblico solo nel breve tempo dello spettacolo.
Il Festival Cantiere non prescinde dal luogo in cui si svolge e dalla relazione, nel territorio, che è necessario si costruisca fra artisti e abitanti del luogo.
Il Festival Cantiere non propone solo spettacolo ma cultura e crescita sociale
Il Festival Cantiere , quindi, propone alle comunità in cui esso si realizza e nei territori che intende valorizzare attraverso il suo svolgersi un rapporto concreto fatto di condivisione.
Un rapporto che nasce dal fatto che gli artisti partecipanti “abitino” il luogo ( per un lungo periodo che va al di là della presentazione degli spettacoli ); studino il territorio per ricavarne stimoli culturali e creativi; progettino e sperimentino nuovi lavori, propongano studi aperti, conducano attività divulgative e formative.
Il programma del Festival Cantiere è tutt’altro che un “cartellone” di titoli. E’ frutto di un progetto che viene condiviso e definito con gli artisti coinvolti mesi prima del suo accadere. Artisti consapevoli delle caratteristiche del territorio e del contesto in cui opereranno.
Nel corso delle diverse edizioni il Festival Cantiere ha dato vita a studi. progetti, eventi, prototipi artistici che, nati in Sardegna, sono stati successivamente sviluppati e definiti ottenendo consensi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale pur portando con loro la forte matrice del Festival e dei luoghi in cui avevano percorso i primi passi.
Relativamente al concetto di innovatività, sostegno alla contemporaneità e assunzione del rischio culturale è necessario evidenziare che, escludendo l'attività del Teatro di Sardegna ( TRIC ) che svolge la propria programmazione quasi esclusivamente nel capoluogo sardo rivolgendosi ad un pubblico prevalentemente giovane e "cittadino", nell'Isola il panorama delle molteplici iniziative teatrali è sostanzialmente connotato da proposte tradizionali, convenzionali e dall'assenza di proposte che si confrontino con il contesto della nuova scena nazionale e internazionale.
Di contro il Festival Cantiere di Lavoro Teatrale da più di 25 anni ha sempre scelto di ospitare le più significative realtà nazionali e internazionali del nuovo teatro e della scena contemporanea e di proporre nuovo teatro, spettacoli e eventi multidisciplinari, di progetti di formazione, ricerca e sperimentazione in luoghi e contesti non urbani e centrali ma in luoghi "periferici" . Proposte innovative che si sono confrontate con diverse comunità del territorio regionale a partire da quelle giovanili di un luogo post-industriale come Guspini e le Miniere di Montevecchio, Soleminis e il sud campidano, la Marmilla e Baradili ( dove il teatro d'innovazione, la sperimentazione multimediale) hanno trovato casa e accoglienza nel paese più piccolo della Sardegna.
L'incontro fra la nuova scena e queste comunità "periferiche ma non marginali" è , da un quarto di secolo, stato sempre occasione di crescita sociale collettiva e di concreto rinnovamento culturale.
articolo 1, commi 125-129 della Legge n.124/2017
DALDA
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